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Eventi a Roma

Giornate del Patrimonio 2014

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Giornate del Patrimonio 2014, sabato 20 settembre Musei Civici al costo di 1 euro

Visite guidate, incontri, conferenze nei musei, aree archeologiche e complessi monumentali di Roma. Sabato 20 settembre 2014 si celebrerà la 31a edizione delle Giornate Europee del Patrimonio, la manifestazione ideata nel 1991 dal Consiglio d'Europa favorire il dialogo e lo scambio in ambito culturale tra le Nazioni europee.

"Roma aderisce con entusiasmo all’iniziativa delle Giornate europee del Patrimonio, voluta dal Consiglio d’Europa e accolta dal MIBACT", hanno dichiarato il Sindaco, Ignazio Marino, e l’Assessore capitolino alla Cultura, Giovanna Marinelli.

In occasione della festa europea della Cultura i Musei Civici di Roma saranno aperti a tutti per l’intera giornata - fino alle 24 - al costo di 1 euro (per i siti in cui è previsto l’ingresso a pagamento). Un’occasione speciale che consentirà a cittadini e turisti di godere dell’inestimabile patrimonio artistico di cui la Capitale dispone.

Musei Civici al costo di 1 euro: Mercati di Traiano, Museo dei Fori Imperiali, Musei Capitolini, Museo dell’Ara Pacis, Centrale Montemartini, Museo di Roma, Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale, MACRO, MACRO Testaccio, Villa Torlonia - Casina delle Civette, Museo di Roma in Trastevere.

Musei Civici gratuiti: Villa di Massenzio, Museo delle Mura, Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, Museo Pietro Canonica, Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina , Museo Napoleonico, Museo Carlo Bilotti.




   

Escher in mostra a Roma | Chiostro del Bramante

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Escher in mostra a Roma | Chiostro del Bramante 20 settembre 2014 - 22 febbraio 2014

Dal 20/09/2014 al 22/09/2014

L’arte paradossale ed enigmatica di Maurits Cornelis Escher torna finalmente a Roma. Le opere dell’incisore e grafico olandese (1898 -1972), conosciuto sopratutto per i suoi giochi di piano e prospettiva e per questo molto apprezzato fra scienziati, logici e matematici, saranno esposte in una mostra esclusiva al Chiostro del Bramante di Roma dal 20 settembre 2014 al 22 febbraio 2015.

Opere uniche ed affascinanti che esplorano il mondo della matematica, dello spazio, lavorando sul concetto di piano e prospettiva rimanendo sempre in bilico tra arte e geometria.

La mostra, intitolata Escher, vuol sottolineare l’attitudine di questo intellettuale (perché il termine artista, nell’accezione con cui siamo abituati ad usarlo, pare in parte inadeguato) di osservare la natura in un altro modo, con un punto di vista diverso, tale da far emergere in filigrana quella bellezza della regolarità geometrica che talora diviene magia e gioco.

Per questo le immagini create da Escher, a cavallo fra sogno e geometria, invenzione e percezione visiva riescono ad annodare universi culturali apparentemente inconciliabili che, invece, nel suo nome e nella sua arte, grazie ad una spinta creativa incoercibile (come scriveva lui stesso riferendosi alla genesi della litografia Tre mondi: "Sono andato nei boschi di Baarn, ho attraversato un ponticello e davanti a me avevo questa scena. Dovevo assolutamente ricavarne un quadro!".




   

Luce. L'immaginario italiano

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A novant’anni dalla fondazione dell’Istituto Luce, la mostra celebra una delle più grandi imprese culturali del Paese, un luogo di elezione della sua conoscenza storica, e il deposito materiale di beni immateriali: le memorie, i segreti, i sogni dell’Italia dai primi del ‘900 al presente.

Fino al 21/09/2014


Nato nel 1924 come L.U.C.E., L’Unione Cinematografica Educativa, con l’intuizione e l’intento di raccontare l’attualità del Paese, della sua società e del mondo attraverso l’ancora nuovo linguaggio delle immagini in movimento, e ribattezzato con Regio decreto l’anno seguente, l’Istituto Nazionale Luce venne presto sostenuto con forza e controllato da Benito Mussolini, che ne comprese e sfruttò le enormi potenzialità divulgative e politiche. Dal suo esordio il Luce ha provveduto a rivelare l’immagine degli italiani a loro stessi, e a fornire una conoscenza di base del Paese. Grazie ai ‘cinegiornali’ Luce, milioni di cittadini dagli anni ’20 in poi hanno potuto vedere e scoprire per la prima volta città, geografie lontane, popolazioni sconosciute, forme sociali e culturali differenti. La nascita di un’opinione pubblica in Italia passa di qui, insieme alla stessa formazione di ‘luoghi comuni’.

È su questo terreno condiviso ed elementare che il fascismo poté promulgare le sue propagande e il suo controllo. Ma anche che il Paese uscito dalla Guerra riuscì a testimoniare gli sforzi e la spinta civile della ricostruzione, e gli sviluppi di una nuova società democratica e di massa avviata alla modernità. Di questo aspetto educativo, informativo e propagandistico, il Luce fornisce milioni di documenti. Il Paese ‘si mette in posa’.
Ma la mostra racconta anche il rovescio di quell’immagine. Per la natura realistica del cinema e della fotografia, allo spettatore di ieri, e ancor più a quello di oggi, non poteva e non può sfuggire la retorica (e a volte la goffaggine) delle ‘pose’ di Mussolini nei suoi comizi; o la povertà e la fatica dei contadini messi in scena sorridenti davanti all’obiettivo, e lo sconforto dei soldati in una guerra che si raccontava trionfale, mentre si subiva una sconfitta. E l’ironia di uno speaker sulle donne lavoratrici negli anni ’50, la compostezza dei rappresentanti dei partiti politici, i volti allegri dei giovani in una festa o in una manifestazione, rivelano in controluce i sommovimenti e le richieste di una nuova età di diritti. In tutti questi rovesci dell’immagine il Paese svela e confessa il suo intimo. Il suo immaginario.

Nel racconto di questo autoritratto della nazione, la mostra è concepita con un approccio espositivo non statico, ma come un flusso continuo di immagini.
Grandi pannelli sono organizzati secondo un ordine tematico-cronologico, su cui in più di 20 schermi vengono proiettate speciali videoinstallazioni, montaggi realizzati ad hoc di centinaia di filmati dell’Archivio storico Luce. Accanto alle immagini in movimento, più di 500 splendide fotografie dell’Archivio fermano dettagli e momenti significativi, mentre pannelli di testo approfondiscono l’analisi storica e linguistica dei video. Un percorso visivo e uditivo di notevole impatto, che fa sì che ogni visitatore si confronti con un’immagine differente, e in cui ciascun video dialoga con quelli vicini per analogie e differenze.
Infine uno spazio è interamente dedicato al Cinema, con centinaia di foto di registi, attori, set, e una preziosa selezione di trailer e backstage di film.

L’esposizione è ideata e realizzata da Istituto Luce-Cinecittà, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo e della Regione Lazio, e in collaborazione con Roma Capitale nell’ambito dell’Estate Romana 2014.
L’organizzazione generale è di Comunicare Organizzando.

   

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